5 porzioni in una quiche per Ferrarrosto

La tragedia del 15 si è verificata! Ma ero preparata psicologicamente.

In effetti, già da una settimana, innumerevoli persone in cerca di un argomento di conversazione (pure a ragione) mi avevano domandato incuriosite “E a Ferragosto che fai?” … CHE COSA FACCIO ???? Panico, tensione al collo e secchezza delle fauci sono solo alcune delle sensazioni seguenti questa domanda.

Ecco come ogni anno vorrei rispondere: “Guarda non so, vorrei prendere un last minute per un weekend in qualche capitale europea.
Ma forse non riesco a trovare molti che mi appoggiano perciò probabilmente me ne andrò a fare un pic nic da qualche parte in campagna con la mia cricca di amici”…

No, purtroppo non rispondo così. Tutte le volte che si avvicina Ferragosto, nonostante sia totalmente incoerente con la temperatura, sudo freddo per giorni. Non riesco MAI e dico MAI a dire di no al pranzo di famiglia. E chi ci riesce?

Per motivazioni varie, quasi tutti quelli che hanno ancora zii,  nonni e lontani cugini di 5° grado VIVI si ritrovano davanti ad una tavola riciclata dal set de “la grande abbuffata” con il dubbio martellante “riuscirò ad alzarmi da questa sedia tarlata di vimini o sarà lei, cedendo, ad adagiarmi violentemente al suolo?”.

Sto drammatizzando (ma nemmeno tantissimo…). In effetti il mangiare ed il cucinare sono anche la più bella cosa del Ferragosto in famiglia, soprattutto quando anche tu cucini e puoi decidere cosa vuoi mangiare (almeno una delle cose…).

Quest anno la sfida è stata inserire degli ortaggi in un pranzo che sembra uscito fuori dal 6 Gennaio (pappardelle al ragù di cinghiale, salsicce e patate al forno, pollo arrosto e peperonata. La temperatura media è di 35°C a mezzogiorno e non è una grigliata all’aperto… Però ora sta ancora piovendo come a Novembre quindi forse tutto ha un senso che non so cogliere).

Avendo fatto 30 ho deciso di lasciarmi andare al 31 e di inserire nel pasto delle verdure in una forma che di light ha solo la carta da forno: una bella quiche di sfoglia ai 5 ortaggi.
5 porzioni di frutta e verdura al giorno si dice, no? E allora, visto il pranzo delle dimensioni di un brunner (un brunch misto alla cena) ,mi sono dovuta adattare.

Che poi si dice 5 porzioni, ma vai tu a capire a quanto corrispondono.

In realtà, nel casino delle diete on-line e dei programmi Tv alla buona, il dato è un po’ difficile da individuare. Citare numeri provenienti dalle millemila piramidi presenti nel web sarebbe un po’ confusionario; allora come si fa?
Si possono semplicemente fare due calcoli con le linee guida emanate dall’ Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Si ottiene un’informazione un po’ grossolana e generica ma sicuramente facile da ricordare.

L’idea delle 4-5 o anche 6 porzioni al giorno di frutta e verdura nasce in maniera più o meno embrionale nel 1956, con la piramide alimentare. Nonostante ciò suona molto come un Evergreen anni 80′ – 90′. Chiaro, nei due decenni citati è avvenuto un aumento esponenziale dell’ interesse per la linea, la “dieta” e l’estetica del corpo (anche se guardando i vestiti anni 80′ ho come la sensazione che qualcosa non andasse nella capoccia di chi ideava la moda…).

Non avrebbe senso confonderci le idee con informazioni risalenti agli anni 50′, perciò andiamo subito a vedere quanto pesa oggi, nel 2015, l’odiato ed amato contorno. Alla fine di grammi si parla.

Dobbiamo un attimo definire il concetto di verdura. Secondo l’OMS (come detto in questo lungo articolo dell’EUFIC, più approfonditamente di quanto possa fare io) non possono essere definiti tali, dal punto di vista alimentare e nutrizionale, tutti quegli amilacei e tuberi come le patate con i quali pensavamo di salvarci la coscienza. Quindi patate al forno = NO contorno!

Qualcosa di simile si deve proprio dire per i legumi. Sono ortaggi, ma non fanno parte delle 5 porzioni suddette. Fagioli no, ceci no, fagiolini no, pisellini no…

Preso atto mestamente del dato, facciamo un’altra constatazione. Si raccomanda un consumo di frutta e verdura di 400 g al giorno (crudi o cotti che siano, non incluso il condimento). Quindi 400 g = 5 porzioni. Torniamo alle elementari, dividiamo per 5 et voilat !… otteniamo che una porzione corrisponde ad 80 g.

80 g! Poco no? Altra indicazione è di privilegiare le verdure che, al contrario della frutta che ne è piena, contengono pochi zuccheri semplici e molti carboidrati complessi (compresa la fibra).
Evitando altri approfondimenti, lo stupore rimane, visto che un quantitativo così basso (mal che vada saranno meno di 300 g di verdura ogni giorno ?) ha la capacità dimostrata di prevenire:

– malattie cardiovascolari
– diabete di tipo 2 (non genetico)
– cancro alla faringe, bocca, laringe, esofago, stomaco e polmone

Insomma, penso io, perché farsi trascinare dalla moda vegana quando basterebbe diventare veramente onnivori e riequilibrare solo le dosi dei nutrienti che assumiamo? Vorrei ricordare che in Italia (Nomisma 2014) siamo ancora a 360 g di ortofrutticolo consumato ogni giorno a testa… Sotto ragazzi! Siamo sotto! Altro che salviamo gli animali !

Poi parlo di equilibrio io che vi sto scrivendo satura di quiche, salsicce e sangria bianca… ma questa è un’altra storia…

Quiche N°5 

Ingredienti:

– 370 g pasta sfoglia fresca / surgelata ( compratela o fatela come qui )

– 100 g pisellini surgelati
– 170 g fagiolini surgelati
– 150 g asparagi (io ho usato quelli surgelati perché non è più periodo ma freschi ovviamente è meglio)
– 150 g melanzane
– 150 g carote
– 100 g patate
– 1 uovo
– 1 spicchio di aglio
– 3 cucchiai di panna liquida
– 30 ml olio evo
– sale
– noce moscata
– pepe bianco

Scongelare la pasta sfoglia.

Nel frattempo mettete a bollire i piselli ed i fagiolini assieme: separatamente gli asparagi.
A parte pelate le carote e le patate e tagliatele a tocchetti. Fate la stessa cosa con le melanzane.

Mettete a soffriggere l’aglio in 20 ml di olio evo in una padella. Appena sfrigola toglietelo e soffriggete le melanzane. Appena sentite scoppiettare pure loro aggiungete un bicchiere d’acqua o due. Salate un pochino e fate cuocere a fuoco lento coprendo con un coperchio. L’acqua dovrebbe asciugarsi. Quando succede, togliete le melanzane dal fornello e lasciatele ad aspettare.

Dopo 5 minuti, appena iniziano a bollire fagiolini e piselli, salateli leggermente e unite le carote e le patate nell’acqua.
Fate bollire per altri 5 minuti e scolate il tutto. Non importa che non sia tutto perfettamente cotto, anzi. Dopotutto le verdure torneranno in forno per un bel po’ e non solo.

Appunto, rimettete le melanzane sul fornello e unitevi le verdure bollite scolate, compresi gli asparagi che avrete tagliato a tocchetti.
Aggiustate di noce moscata, pepe bianco e di sale.
Saltate per 1- 2 minuti le verdure con altri 10 ml di olio evo poi toglietele dal fuoco. Devono essere asciutte e distinguibili. La patata non deve apparire rotta e molle come nemmeno le carote.

Mentre raffreddano,  rivestite una teglia rettangolare da 24 cm x 32 (o simile insomma, non ne usate una da che so 40x 27 che è troppo grande) di carta forno e di sfoglia stesa a 3 – 4 mm. La sfoglia deve coprire anche i lati verticali della teglia.

Accendete il forno a 200 °C. Mentre si scalda sbattete l’uovo, unitevi la panna e infine le verdure raffreddate. Assaggiate ed aggiustate se necessario di sale. Mescolate e versate il ripieno sopra la base di sfoglia.
Ripiegate la sfoglia in eccesso ai lati al di sopra del ripieno.

Infornate e cuocete per almeno 20 minuti, ma vi dico che potrebbe volerci molto di più. Nel mio forno alla stessa temperatura ce ne sono voluti 40. Aspettate che la sfoglia sia bella dorata ma soprattutto che il ripieno appaia asciutto e sodo.

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