AMika Bons Bons al torrone: non si può tenere il biscotto in due tazze!

Orecchio destro: mia mamma che preme per consumare i rimasugli del Natale.

Orecchio sinistro: una cara amica svilita dal solito insicuro (che dice di non essere insicuro) che pensa di poter tenere il piede in due staffe, o per dirla con una metafora culinaria, il biscotto in due tazze.

Tutto questo rumore mi irrita. E non poco.
I “furbi” non mi sono mai piaciuti, forse perché sono stata vittima volontaria e recidiva di uno di loro o forse solo per predisposizione caratteriale. Fatto sta che ho deciso di concepire un suono un po’ più dolce per ricordare alle mie orecchie e a quelle della mia AMika ( lei sa chi è ) quali sono le note giuste da seguire. Quelle di una persona che ti accoglie con un profumo di forno se le chiedi aiuto, o che comunque trova un modo per farti capire che c’è, che è presente e non scompare. Quelle di una nocciola scrocchiante che non ti aspettavi, come non ti aspettavi di essere scelta, tu tra tante ( ma non come tante! ). Quelle di un bacio dolce come lo zucchero ma travolgente come il senso di colpa per le calorie ( ecchissenefrega! Facciamoci travolgere! ).
Una ricetta-melodia da ascoltare ogni volta che c’è da buttare un “vecchio torrone” ( alias ragazzo ormai poco appetibile …) per trasformarlo in qualcosa di nuovo e soprattutto buono.

AMika Bons Bons 

Ingredienti:

  • 200 g farina 00
  • 50 g zucchero
  • 50 g burro
  • 1 uovo grande
  • 1/2 bustina di lievito vanigliato
  • 100 ml di latte
  • 1 stecca di torrone bianco alle nocciole e/o mandorle

Sbattete assieme lo zucchero e il burro, possibilmente a velocità massima così da scaricare un po’ di sgomento iniziale per l’imbecillità di alcuni soggetti.
Unite la farina, senza setacciarla perché sarebbe un trattamento troppo delicato, poi il lievito.
Unite un uovo e sbattete ancora un po’ per scaricare altra rabbia.
Tritate il torrone nel robot da cucina come se al posto del dolce ci fosse il cervello del furbo di turno.
Aggiungetelo al primo impasto e aggiustate con il latte. Sbattete ancora un po’, per raggiungere uno stato di pace interiore, poi prendete gli stampini da bons bons ( tipo questo da cake pops della Silikomart ) e riempiteli fino a metà. Non servirà imburrare visto che lo stampo di solito è in silicone.
Dopo aver preriscaldato a 180 °C, forno statico, infornate (in modo da carbonizzare i brutti pensieri) e cuocete per 15 minuti.
Togliete dagli stampini e prendetevi un bel tè forte delle 5, nero e accompagnato da 1 o 2 bons bons.
Si sa il nero sfina e magari qualcuno più meritevole potrebbe notarlo già in serata…. 😉

DSCF7746

 

Precedente Io non sono un Pandoro: tentativo numero 1 fallito. Successivo Crema cotta A.C.E.