… and all that I can see is just a Yellow Lemon Swirl

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Lo so… “che palle ! Ancora limone ??”

Perdonatemi, ma il mio regalo di San valentino non si è esaurito con la pasta dello studente fuori sede e mica potevo lasciare quei poveri frutti a fare la muffa nel cassetto basso del frigo! Dall’ultimo Rapporto 2014 sullo spreco alimentare domestico è emerso che ogni famiglia italiana butta da 200 g a 2 Kg di alimenti a settimana. Non potevo rendermi partecipe di questo abominio (sto drammatizzando volontariamente….). Fortunatamente ho ritrovato tra i miei infiniti quaderni scritti a mano una ricetta  perfetta per usare i miei limononi e quindi sono qui a condividerla.

La storia narra che due annetti fa mi fissai con gli impasti per brioche, e ne collezionai a dozzine, anche modificandoli teoricamente, con il giuramento solenne di provarli il prima possibile. A conti fatti non ne ho preparato quasi mai nessuno. A 2 anni e più di distanza….
Sono una donna di parola!

Il problema è che la brioche e qualsiasi impasto briochato fatto in casa sono sfide che hanno bisogno di una certa preparazione psicologica. Tu e tutti i commensali vi aspettate un risultato professionale, ma casalingo! Con un aroma di altri tempi, ma che poi sia lo stesso del cornetto del bar di fronte. Il problema di quel sapore mi ha tormentato per molto tempo. Usavo aroma di vaniglia di ogni marca reperibile dei supermercati e/o vanillina, ma non c’era nulla da fare. Comunque le trattassi, l’aroma brioche non veniva. Ora so perché.

L’aroma di vaniglia più classico, usato in industria alimentare, è quasi sempre prodotto in laboratorio perché estrarre la miscela di molecole aromatiche dalla bacca è una tecnica troppo costosa e poco conveniente dal punto di vista delle quantità vendibili ottenute.
Inoltre, a livello di percezione sensoriale, l’aroma di vaniglia di laboratorio non è distinguibile da quello naturale. Solo che contiene delle percentuali diverse di quelli che potremmo definire, giusto per capirsi, principi attivi puri.
Possono essere Fenoli, molecole Alifatiche, Alcoli, Aldeidi, Esteri e così via. Tutto l’esame di biochimica degli alimenti I contenibile in un cucchiaino. Questi composti hanno un’intensità più o meno ampia e visto che la miscela viene fatta in laboratorio vengono modulati a piacere dell’industria produttiva. L’aroma industriale è SEMPRE diverso da quello venduto nei supermercati, perché quest’ultimo deve essere adatto a vari tipi di preparazioni, mentre invece il primo è destinato, in linea di massima, ad un prodotto alimentare specifico.

Non me la sento di scartabellarvi tutti i nomi dei 250 composti che vengono modulati in vario modo e non ve la sentite nemmeno voi, ma se vi interessa l’argomento potete approfondirlo un po’ leggendo questa bella tesi: L’aroma Vaniglia: dalla fonte naturale alla sintesi chimica di Tommaso Tesser.

Morale della favola: ci sono troppe aspettative sul sapore e sull’odore delle brioche quindi, inevitabilmente, deludono!

Si possono però ridimensionare un po’ i sogni di gloria ed ottenere comunque una colazione soddisfacente ma fresca e profumata. Questa volta aspettatevi un buon odore di limone. Un tè con un cucchiaino di zucchero e una di queste girelle (soprannominate swirls per gli amici inglesi) sono una buona colazione per iniziare la giornata  perché non hanno moltissimi grassi ma hanno carboidrati (e pure la mia parte Nutrizionista ha detto la sua). Si, forse li hanno un po’ di zuccheri semplici di troppo ma che cavolo! Diabete I love you !

Lomon Swirls

  • scorza di due limoni grattugiata
  • succo di mezzo limone
  • 1 bustina di vanillina
  • 140 g di zucchero semolato
  • 150 ml latte
  • 400 g farina 00
  • 18 g di lievito di birra
  • 1 uovo
  • 50 g burro tiepido

Mescolate assieme la scorza dei due limoni con lo zucchero. Nella impastatrice/planetaria/ MDP unite farina, lievito, vanillina, uovo e burro ed impastate un po’. Ovviamente potete anche fare a mano.

Unite il succo di limone al latte. Aggiungeteli all’impasto che si sarà già un po’ formato. Aggiungete metà dello zucchero con scorza di limone e l’altra parte mettetela, appunto, da parte (hahahaha che burlona).

Impastate fino ad ottenere una pasta liscia. Fate riposare 5 minuti poi stendete l’impasto fino a raggiungere circa 5 mm di spessore.

Cospargete la superficie della sfoglia ottenuta con lo zucchero e scorza di limone messo da parte prima ( guarda foto sotto).

pasta non arrotolata

 

Formate un lungo rotolone con la sfoglia.  Tagliare poi delle girelle spesse circa 2 cm disponendole su una placca ricoperta di carta da forno.

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DSCF8003 Mettere le girelle a lievitare per qualche ora nel forno con solo la luce accesa. E’ un piccolo trucchetto che aumenta la temperatura del forno permettendo di mantenerla attorno ai 25 – 30 °C.

Le mie girelle ci hanno messo 3 ore a diventare ciccione.

Quando sono pronte toglietele dal forno, preriscaldatelo a 170 °C e poi infornate per circa 20 minuti. Non andate oltre come me con la prima placca. Appena sfornate, mettete le girelle in un contenitore di plastica e chiudetelo con il coperchio ermetico. Così rimarranno morbide per la mattina dopo, altrimenti diventeranno un po’ biscottate ( la consistenza è un altro limite delle brioches fatte con i forni di casa, ma ne parleremo un altro giorno…).

Now “all that I can see is just a Yellow Lemon Swirl“.

uno swirl

 

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