Gnocchi di zucca alla crema di carote e parmigiano: veloci (quasi) quanto un panino!

il pranzo di papette

Magari non riesco a scrivere indicazioni e curiosità alimentari valide per mancanza di tempo, ma ancora a cucinare riesco a cucinare.
In fin dei conti una buona pratica nutrizionale è quella di non saltare mai i pasti. Se ne dovrebbero fare 5 al giorno in media, se non addirittura 6 o 7, a seconda del livello di attività di ognuno di noi, ma di piccole entità per sfruttare un meccanismo metabolico poco conosciuto: la termogenesi alimentare.

Ogni volta che mangiamo, attiviamo dei processi digestivi che richiedono energia, quindi calorie.
Nei limiti dell’equilibrato una frequenza dei pasti più accentuata, con volumi ridotti di cibo, fa aumentare il consumo calorico giornaliero riconducibile alla digestione, che si deve “riaccendere” ogni volta. E’ una caratteristica del nostro corpo da conoscere e non trascurare. Ovviamente se invece di 5 pasti ne facciamo 7, ma trangugiando la quantità equivalente di un pranzo di Natale ognuno, non vale!

A volte, per non digiunare, ci schiaffiamo in bocca quintalate di panini: il ripieno non fa molta differenza.
La scusa è spesso questa: “ma non ho tempo di cucinare altro”. Ma è poi così vero?

Mi sono resa conto pranzando sempre fuori in questi giorni universitari di fuoco che alla fine non è proprio così. Spesso il tempo necessario per fare un sandwich non è molto più alto di quello necessario a cuocere un primo piatto. Non mi credete ?

Mettiamo di avere degli gnocchi già pronti. Il loro tempo di cottura è di 2 minuti spaccati di orologio.
L’acqua non ci mette poi tutto questo tempo a bollire, soprattutto se non salata e con il coperchio (e non servo io a raccontarlo).
Per fare un primo leggero, e sicuramente più sano di altro, servirà al massimo un quarto d’ora, soprattutto se la salsa la si prepara il giorno prima. Quello che manca quindi è un’altra cosa, l’organizzazione e la volontà di mangiare e sentirsi meglio.

Vi lascio una ricetta veloce per queste occasioni che ho fatto io stessa per non mangiare il quinto panino al prosciutto della settimana universitaria. Mi ha riportato un po’ a quand’ero bambina, al colore delle vellutate fatte dalle mamme per i loro bimbi dolci e senza denti. Ma l’effetto non ‘è assolutamente quello di una pappetta, soprattutto se si aggiunge del parmigiano grattugiato a freddo.

Gnocchi di zucca alla crema di carote e parmigiano (4 persone) 

  • 500 g gnocchi di zucca già pronti (1 confezione)
  • 4 carote di medie dimensioni pelate e tagliate a rondelle
  • 2 cucchiai di olio d’oliva extravergine
  • noce moscata
  • pepe e sale
  • parmigiano a piacere

Per la crema di carote : la sera mettete dell’acqua a bollire sul fuoco. Appena fa le bolle salatela e lessate le carote per 10 – 15 minuti (più fine le tagliate prima diventeranno morbide). Il problema del lessare le carote è che tutte le vitamine e sostanze minerali vanno perse nell’acqua di cottura. L’ideale per non buttare un succo poco consistente dal punto di vista dell’aroma, ma con  una buona quantità di nutrienti è quindi quello di conservare quest’acqua. La useremo  poi per cuocere gli gnocchi.
Tornando alle nostre carote bollite (che triste connotazione che hanno preso….), ponetele in un contenitore lungo ed alto e frullatele con l’olio evo, la noce moscata ( se volete dare un aroma marcato abbondate) e due cucchiai di acqua di cottura. Aggiustate di pepe e sale e aggiungete anche il parmigiano a piacere. Ottenuta una crema liscia (se dovesse essere difficile frullare le carote aggiungete altra acqua di carote) copritela con pellicola e mettetela in frigorifero.

La mattina prima di andare al lavoro o a all’Università o dove vi pare cuocete gli gnocchi nell’acqua delle carote conservata (10 minuti ! 10 minuti compresa l’acqua che bolle!) e conditeli con la crema del giorno prima. Una spruzzata di parmigiano, un contenitore ermetico e via ! Tran tran giornaliero iniziato!

Ps: In linea di massima questa crema può essere usata per tutti i tipi di pasta perché è estremamente avvolgente. La proverò con gli spaghettoni integrali. Non perché hanno più fibra insolubile e rallentano l’innalzamento della glicemia, ma perché sono più duri e si sente più marcatamente il sapore del grano!

In alternativa i vegani possono eliminare il parmigiano aggiungendo alla crema qualche spezia a piacere che dia l’umami.

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