La vita di una Coca Cola

Si, perché life vuol dire vita ed è anche il nome della nuova Coca Cola verdognola che si sta maleducatamente facendo strada fra gli scaffali del supermercato. A parte l’effetto semaforo, cos’ha di strano questa Coca da giustificare un così grande frastuono. O cosa NON ha?

In teoria, e la teoria è sempre anni luce lontana dalla pratica, è la Stevia a rendere il nuovo prodotto green.

La Stevia rebaudiana [bertoni] bertoni è una pianta della famiglia delle compositae, con un nome pure un po’ esotico da prostituta latino americana moglie di un broccolaro italiano. Effettivamente è  originaria del Sud America.
Da questa pianticella aromatica, che alla lontanissima ricorda la menta, si ricavano due molecole dolcificanti: lo Stevioside e il rebaudioside. Nonostante il sapore dolce, non sono zuccheri semplici, ed infatti non vengono metabolizzati come tali. Hanno un potere dolcificante superiore di 300 volte al saccarosio e 2,7 kcal per g (ma tu raggiungilo un grammo). Pare abbiano anche degli effetti ipoglicemizzanti, ma meglio non sbilanciarsi troppo. Il cancro almeno non lo favoriscono (pare sempre…).

La stevia non è propriamente la novità del momento, visto che già negli anni ’70 i giapponesi la consideravano una valida sostituta dello zucchero. Che poi si, una trentina d’anni ci vogliono di solito a dimostrare che un dolcificante non fa morire nessuno. A volte non bastano nemmeno (Vedi Google: forse stavi cercando “aspartame cancerogeno” ?).

Comunque noi occidentali alle cose ci arriviamo dopo, oppure ci arriviamo quando vediamo dei vantaggi che non definirei salutistici.
E così ora la Coca Cola Company ha deciso di annunciare al mondo che dentro al suo nuovo prodotto mette questa pianta, o meglio, un estratto della pianta. O ancora meglio, delle molecole contenute nella pianta.
Sono “naturali” quindi fanno figo. Non fanno ingrassare quindi fanno ancora più figo.
E la ricetta segreta di Atlanta? Mandata a quel paese pure quella! Tanto John Pemberton è decomposto, e comunque non ci credeva più nessuno.

Sembra pure un’idea markettara masochista. La Coca Cola crea un’alternativa sana alla Coca Cola classica, ammettendo spudoratamente le proprie colpe.

Se andiamo a vedere l’andamento dei profitti aziendali ci rendiamo conto del perché quelli della Coca Cola si siano inventati qualcosa di così diversamente salutistico. Dopotutto ha comunque 68 kcal e 10 cucchiaini di zucchero ogni 250 ml.
Le vendite della multinazionale nel 2014 erano in calo del 7,5 % rispetto al primo trimestre del 2013. Forse perché noi nutrizionisti stiamo iniziando a fare bene il nostro lavoro.
E allora questa bottiglia radioattiva è stata lanciata sul mercato argentino, cileno e inglese. Giusto per tastare il terreno.
Solo dopo un anno è arrivata da noi. Sapete, i sudditi della regina (come dichiarato dal The globe and mail) l’hanno ignorata con tipico garbo british.

Insomma in realtà questa Coca Cola Vita (se vogliamo un attimo rinunciare ironicamente agli inglesismi) di Stevia ne contiene proprio poca. Il giusto per essere un semplice e curioso prodotto da GDO per gli ortoressici malinformati. Al salutismo ci sarebbe arrivata se fosse stata addolcita esclusivamente con Stevia.
Ma a dirla tutta lo stevioside in grandi quantità (quelle necessarie a dolcificare una normale Coca), sa di liquirizia. Una vera Coca Cola life saprebbe più di orzata che altro.

Visto il brutto periodo che stiamo facendo passare noi nutrizionisti alle multinazionali delle gassate mi viene anche un sorriso affettuoso nei confronti del reparto ricerca e sviluppo della C.C. Company.
Me li immagino con i capelli dritti, svegli da giorni, con in una mano delle penne verdi fluo Coca Cola Life e nell’altra un bicchiere di Coca Cola assolutamente CON caffeina. Tutto questo per difendere un mito da boom economico ormai troppo obesizzante per essere apprezzato.

I nuovi drammi di Atlanta. Belli quei tempi in cui l’unica cittadina di Atlanta ad avere problemi era Rossella O’Hara a Tara.
Ora che ci penso…. chissà se Rossella beveva Coca Cola…

 

I commenti sono chiusi.