London Calling …

Quando si parte per una vacanza in un posto sconosciuto ma tanto desiderato, quasi sempre si avverte una sorta di fastidio nella pancia. Non è paura, non è ansia, non è euforia. E’ un emozione rara per la quale forse c’è una parola in italiano ma io, da brava ragazza del XX secolo, non la conosco.

Dopo aver fatto 5-6 volte il controllo bagagli (dipende dall’attitudine all’ansia) inizi a sentirti sollevato da terra, come se per una settimana potessi realmente lasciare a casa tutti i pensieri che hai o che permetti agli altri di inculcarti in testa. E’ la distanza che ti permette di espellerti dal mondo che vedi come REALE e BANALE.

Ti ricordi quello che succedeva da bambina, quando tutto sembrava così affascinante e pieno di sorprese. Dove andrò a mangiare? Riuscirò a seguire il programma che mi sono fatta? Ma perché poi mi sono fatta un programma?
Di un viaggio bisognerebbe programmare solo lo scheletro, in modo da sentirsi più a casa possibile, e poi volare via, senza paletti o tabelle di marcia. In realtà è un abitudine che assumiamo nel tempo. Più cresciamo più ci attacchiamo alle vite che abbiamo immaginato, come se avessimo paura di non avere la forza, una volta decadute, di poterne immaginare delle altre.

Programmiamo per non dover programmare. E lo facciamo sempre. Il viaggio ci ricorda che non serve a niente. L’aereo può fare ritardo, può non partire, possiamo fare ritardo noi e dover pagare da capo al doppio del prezzo un biglietto che con tanta fortuna avevamo trovato super-scontato. A volte i soldi per farlo non ci sono e si deve rimanere a terra. Altre volte semplicemente bisogna ritardare l’ora dell’arrivo e improvvisare.

L’idea del viaggi come metafora della vita non è una novità. Ma non mi ero mai resa conto, di pelle, che una partenza ci butta di fronte a una versione miniaturizzata di quello che, in tempi dilatati, dobbiamo affrontare tutti i giorni.

Allora provo a dormire questa notte, ascoltando la pancia che non brontola, che non fa male… potrei dire che canta forse.
Canta quello che domani potrà e non potrà succedere, e chiama , e dice vai avanti che tanto qualunque cosa accada si parte, o prima o dopo, per un viaggio poco noto…

London Calling…

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