Limoncello: “and it was all yellow”… and Alcool!

A parte la pessima storpiatura di “Yellow” dei Coldplay (non mi sento per niente titolista questi giorni) la preparazione casalinga del limoncello mi ha fatto ripensare ad un episodio di qualche mese fa. Durante una serata latino americana, il mio maestro di ballo mi fece una raffica di domande sul metabolismo dell’Alcol.

Potete immaginare il mio imbarazzo nel dovergli dire che nonostante i miei studi nutrizionali non me la sentivo di dare troppe informazioni sulla cosa, visto che in realtà il mistero tra le aule universitarie dilaga un po’. ” Ma l’Alcol fa ingrassare ? E perché ? Che differenza c’è con gli altri principi alimentari ? L’alcool è un carboidrato ?”. Ehm… fermo, fermo… non facciamo confusione…
Queste domande le ho accantonate in un angolino del cervello, almeno fino a qualche giorno fa, quando finalmente mi sono state chiarite alcune idee.

Sapevo che all’interno dei cocktails che tranquillamente sorseggiamo nelle nostre notti brave c’è Etanolo, un composto chimico con formula bruta CH3CH2OH appartenente agli Alcoli.

Durante la famosa serata mi era stata mostrata una app per I-phone da prendere così com’era e disistallare immediatamente con brutalità, perché trattava l’Etanolo come fosse uno dei tanti carboidrati complessi. Orrore !!

Le motivazioni per cui questa associazione non s’ha da fare sono molteplici, ma quella che maggiormente interessava al mio carissimo maestro era di tipo calorico.

Andiamo per ordine: gli alimenti che mangiamo contengono principi alimentari , cioè molecole di grandi dimensioni che per essere assorbite dell’organismo devono essere scisse a livello gastrointestinale in nutrienti attraverso l’azione di enzimi.

I principi alimentari dei quali il nostro corpo ha bisogno sono 3, cioè Carboidrati, Proteine e Lipidi. Ci sono poi due categorie un po’ intermedie, che non possono essere definite propriamente principi alimentari e cioè Alcol e Fibra. La fibra alimentare non viene assorbita dal nostro corpo, ma serve comunque ad una corretta digestione e non solo. L’alcol invece non è assolutamente necessario tanto che nessuno ne sentirebbe la mancanza a livello fisiologico se lo eliminasse per sempre dalla dieta (ma poi perché se ci piace ?). Solo che l’etanolo può, come proteine, carboidrati e lipidi, essere utilizzato come fonte di energia.

E qui casca l’asino. Tutti gli alimenti conferiscono più o meno calorie a seconda della loro composizione. I carboidrati forniscono circa 4-4,5 kcal/ g, a seconda della tipologia, le proteine circa 4 kcal/g ed i lipidi 9 kcal/g.

L’Alcol ne conferisce circa 7 per grammo quindi in quanto a contenuto energetico è più associabile ai grassi che ad altro (immaginate… come se ci scolassimo per sentirci più rilassati dell’olio d’oliva allungato con qualcosa … dal punto di vista energetico e basta eh ! Non mi fraintendete).

Non c’è solo questo. Per dare energia i vari principi alimentari devono essere ossidati, cioè i legami che legano le loro molecole costituenti devono essere rotti. C’è una gerarchia nel modo in cui il nostro corpo fa tutto ciò e questo svela perché se beviamo un superalcolico e mangiamo normalmente ingrassiamo.

Il primo a livello temporale che il nostro corpo usa per avere energia a quanto pare è proprio l’Etanolo! Solo una volta finito lui vengono usati gli amminoacidi, poi i carboidrati e infine i lipidi. Ma se tutta l’energia che ci serve la ingeriamo sotto forma di cocktails , gli altri alimenti verranno immagazzinati come grasso , perché il nostro corpo ragiona ancora come se dovesse accumulare energie per i momenti difficili nella foresta.

Svelato un piccolo mistero ?

Bene , ora che vi ho messo paura vi fornirò la ricetta incriminata che mi ha fatto pensare a tutto questo, quella del limoncello. Visto che si avvicina l’estate niente di meglio per avere un surplus di energia ma anche di allegria con il suo giallo. Serve sempre … sempre!

Limoncello 

Ingredienti:

  • 8 limoni grandi con la scorza grossa, possibilmente non trattati (ma andateli a trovare davvero -.-‘)
  • 1 bottiglia da 1 l di Alcol a 95°
  • 1,5 Kg zucchero bianco
  • 1, 5 l acqua

Lavate molto bene i limoni sotto l’acqua corrente sfregandoli anche con una spugnetta in modo da eliminare i residui. Grattugiate la parte gialla della scorza evitando come la peste la zona bianca del limone, il pane insomma, che conferirebbe un sapore amarognolo di fondo che non vogliamo.

Mettete le scorzette grattugiate in infusione nell’Alcol puro per 8-15 giorni, in una bottiglia di vetro possibilmente (possibilmente …..).

Una volta passato questo periodo di tempo filtrate l’alcool (che ormai avrà assunto un colore giallognolo trasparente) in un’altra bottiglia con l’aiuto di un colino a maglie molto strette o una garza. Buttate le bucce del limone tanto non ci serviranno più.

Fate uno sciroppo con lo zucchero e l’acqua mettendoli assieme sul fuoco basso per 5 – 10 minuti. Lo zucchero deve solubilizzare completamente e lasciare il liquido completamente trasparente.

Fate raffreddare bene ed unite lo sciroppo all’Alcol al limone. Imbottigliate nel vetro e conservate in frigorifero fino a necessità emotiva. Servito molto freddo è meglio! Su i bicchieri giù i pensieri !

cello 3

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