Biscotti kiwitè: omaggio all’antica tradizione del tè Matcha

Sembra un nome esotico vero?
Immaginatevi una Geisha che avvolta da strati e strati di seta colorata vi si avvicina con aggraziati movimenti, versa lentamente il tè caldo in una tazzina e vi porge un minuscolo piatto di porcellana con questi biscottini sussurrando “Kiwitè” ?

L’idea viene dalla voglia di consumare in maniera carina la marmellata “li vuoi quei kiwi”, giusto per vedere cosa poteva ispirarmi oltre che una bella fetta di pane e marmellata.

Sapevo che il Kiwi, più correttamente detto Actinidia, è di origine cinese. Volevo quindi fare qualcosa di orientale e fascinoso.

Tempo fa mi sono imbattuta nella ricetta dei biscotti al tè Matcha nel blog di Sigrid; una ricetta che come dice lei ha fatto il giro del web in pochissimo tempo diventando virale. In realtà quando li ho visti mi sono chiesta: “Che differenza c’è tra il tè classico in bustina e il tè Macha a parte il nome più affascinante ?”

Ho fatto alcune ricerche, perché le curiosità che puoi buttare lì in una conversazione informale mi sono sempre piaciute.

Il tè Matcha (o Maccha) proviene sempre dalle foglie della Camellia Sinensis ma viene coltivato in una maniera particolare.
Le pianticelle vengono tenute al riparo dalla luce del sole, in modo che le parti verdi contengano meno clorofilla, e solo le foglioline giovani vengono raccolte ed essiccate per produrre la polvere.

Un altra caratteristica di questo tè è l’utilizzo: non era usato in Cina. Veniva bevuto dai guerrieri durante il così detto Medioevo giapponese per calmare i nervi prima di una battaglia. Ma non pensate che fosse una sorta di valeriana dei nostri tempi. Ogni singolo gesto era misurato ed in armonia con la natura circostante. Non erano ammesse le donne e il silenzio era d’obbligo.

L’atmosfera e lo spirito della cerimonia venivano riassunte in queste 4 parole:

Wa   kei   sei   jaku

Wa significa pace, unità ed armonia
Kei significa rispetto, onore, senso di distanza
Sei vuol dire purificare
Jaku significa tranquillo, dolce e solitario

Un po’ diverso rispetto al tè delle 5:00 delle casalinghe britanniche attuali, non trovate?

Non credo che questa visione asiatica possa essere recuperata attraverso la preparazione di qualche biscottino.
Mi rendo anche conto che non tutti hanno la possibilità di reperire un tè così di nicchia quindi ho deciso di alterare molto la ricetta, forse snaturandola. Ahimé il tè verde in foglia è più alla portata di tutti, ma si sente meno! se potete usate il Matcha!

Sono comunque convinta che la storia di questo ingrediente conferirà un certo fascino anche ad un dolce che in fin dei conti è semplice e casalingo.

Biscotti Kiwitè

Ingredienti:

  • 150 g burro
  • 70 g zucchero a velo
  • 30 g zucchero semolato
  • 230 g farina
  • 2 tuorli
  • 1 tazzina di infuso di tè verde molto forte
  • 1/2 barattolo di Marmellata “li vuoi quei kiwi”

Preparate l’infuso di tè. Fatelo raffreddare in frigorifero in modo da utilizzarlo freddo per fare la frolla.

Formate una pasta velocemente, impastando a mano zucchero a velo, 30 g di zucchero semolato, farina, tuorli e tè verde non zuccherato. Mettete a rassodare in frigorifero la frolla avvolta nella pellicola trasparente. La potete usare tranquillamente il giorno dopo o congelare.

Prendete una teglia e rivestitela di carta da forno. Stendete la pasta frolla oramai fredda ad uno spessore di 1 cm.
Fate dei cerchietti piccoli con uno stampino ( se non l’avete usate come me un portatovagliolo rotondo !) in modo da avere dei biscottini mignon.Premete al centro di ogni biscotto  per formare un piccolo avvallamento dove andrà il ciuffetto di marmellata. Premete forte perché i biscotti in cottura crescono e se la fossettà non è abbastanza forte scompare.

Disponete i biscotti nella teglia alternandoli (foto sotto) ed infornate a 190°C (io) per 15 minuti precisi. Tirateli fuori ancora molto chiari. Devono essere ancora morbidi.

Aspettate il completo raffreddamento dei biscotti poi con una sac à poche con la bocchetta rotonda riempite le fossette con la marmellata.

E ora non resta che mettere a bollire l’acqua !

Prima .... ( sembrano delle orecchiette hahahahaha)

Prima …. ( sembrano delle orecchiette hahahahaha)

E dopo...

E dopo…

E dopo ma più da vicino

E dopo ma più da vicino

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le informazioni sono state prese della tesi di laurea di Nicoletta Tul: IL TÈ: STORIA E TRADIZIONI. TECNICHE COLTURALI, ASPETTI BIOCHIMICI E SALUTISTICI DI UNA BEVANDA MILLENARIA. Università degli studi di Padova; Facoltà di Agraria; 2008-2009. 

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